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centrifuga

Quando ho dato vita al “Vagabondaggio letterario” portando la lettura nelle periferie di paesi e città non avrei mai immaginato che a distanza di mesi nascesse un’antologia come “Centrifuga. Fughe, ritorni e altre storie” edito da Sinnos nella collana Zona Franca che raccontasse attraverso i racconti di ventinove autori quanto io avevo visto, vissuto, colto.

La mia iniziativa completamente estranea al progetto editoriale che sto per presentarvi riporta nero su bianco uno spaccato sociale che ci riguarda tutti.

Affondare nei confini dei territori significa entrare nel cuore della vita vera. La piazza non è l’unico nucleo abitato, esistono diverse agorà sparpagliate nei luoghi che abitiamo. Spesso però li viviamo distrattamente ecco perché ho deciso di munirmi di uno zaino colmo di libri e raggiungere le persone che abitano nei grigi palazzoni abbandonati a se stessi, ecco perché “Centrifuga” è un libro necessario per dare un volto a chi è considerato invisibile al resto della società.

Patrizia Rinaldi, Premio Andersen come migliore scrittrice 2016, ha curato la raccolta con lo scopo di sostenere le attività del centro “Leggimi Forte” impegnato da anni a sensibilizzare alla lettura i bambini frequentanti le scuole di periferia della Campania.

In occasione del decimo anniversario del centro Bruno Tognolini ha composto una filastrocca che troviamo a conclusione del testo e che vi riporto qui di seguito: Forte/forte come il sole/come le parole/forte come l’odio nella erra dell’amore/come una priezza/faccia di ragazza/come una pistola che ti spara nella piazza/come una mattina/come una bambina/come un uomo buono che combatte la rovina/come la montagna/come la vergogna/come la  tua gente che non legge però sogna/ma se tutto è forte/tu leggi più forte/forte come i libri che ti cambiano la sorte/forte come un dono/forte più del danno/tu leggi più forte che vedrai/sentiranno.

Andando oltre gli stereotipi e raccontando vicende sorprendenti alcune reali altre fantastiche Sara Bilotti, Francesca Bonafini, Massimo Cacciapuoti, Janna Carioli, Fabrizio Casa, Vanna Cercenà, Lodovica Cima, Zita Dazzi, Paolo Di Paolo, Antonio Ferrara, Francesco Forlani, Martina Forti, Maria Franco, Sofia Gallo, Dacia Maraini, Beatrice Masini, Luisa Mattia, Antonella Ossorio, Pino Pace, Isabella Paglia, Anna Pavignano, Annamaria Piccione, Patrizia Rinaldi, Livia Rocchi, Febe Sillani, Annalisa Strada, Bruno Tognolini, Anna Vivarelli e Laura Walter hanno scritto dei racconti che attraverso stile e tematiche differenti contribuiscono a descrivere i protagonisti che abitano le periferie.

La periferia può essere una “palude dove il tempo rimane intrappolato e le mode arrivano sempre tardi”, è quel luogo dove l’amore per la lettura può risultare come una “vita di scorta”, è un piccolo universo animato da “un’umanità minuscola, in via d’estinzione”, è un angolo di mondo e può sembrare che “le parole siano potenti, e che mi portino altrove anche se la macchina non ce l’ho, e neanche la patente, e mi tocca stare in mezzo alla nebbia, perché qua c’è nebbia sia d’inverno che d’estate. Mi sa che è colpa del fiume.”.

Poi c’è la periferia delle periferie, “lontana da Dio e dal mondo, col buio mostra a noi, i suoi figli, il cielo stellato” perché in fondo “il dolore non abita le periferie, è al centro di tutto. Per il resto ci pensa l’amore, provvede la vita”.

Sono quei luoghi “meno visibili a custodire riserve di stupore”.

Chiedetecelo ancora cos’è la periferia.

Vi risponderanno che “è come un animale marino senza forma. Ti guardi intorno e non riesci a contenerla. È una distesa disordinata e poi c’è questo cantiere rumoroso, un ventre scoperto che si muove misteriosamente”.

Suddivisa in cinque parti (Scoperte, Ricordi, Parole, Cronache, Arte) l’antologia è un miscuglio di storie dove ad amalgamarsi sono i sentimenti, le paure, le fragilità, il coraggio, la ribellione, la speranza di coloro che non ci stanno a vedere raffigurato il luogo nel quale vivono come sede del disastro sociale ma come cardine di un cambiamento.

Una rivoluzione che parte dai libri perché consentire un libero accesso alla cultura è la più ardua delle imprese.

E io che in quelle strade ci sono stata so bene cosa significa scardinare un muro di diffidenza che si crea tra chi sta dentro e chi sta fuori. Una barriera invisibile che però c’è e valicarla è stato possibile solo grazie al potere della lettura, i libri sono la mia forza, le parole sono i miei strumenti.

Ho letto e si è aperto un varco di fiducia tra me e loro. Non ho chiesto nulla sulla loro vita, gli errori, il passato. Li ho guardati negli occhi e gli ho parlato con semplicità lasciando il privilegio alle pagine scritte dei libri di entrare in azione e proprio le parole che aleggiavano nell’aria hanno creato ponti immaginari da percorrere senza remore.

Io lo so che il sogno dei fratelli Pasquale e Mariagrazia Avallone fondatori dell’associazione “Leggimi forte” avviata a Pomigliano D’Arco è realizzabile. Occorre solo crederci.

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