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“Come ali di gabbiano” di Lorena Farina pubblicato nella collana “Grandi storie. Giovani lettori” della casa editrice Paoline è un libro necessario. Un testo la cui lettura è fondamentale per raccontare la Storia ai più piccoli. È nostro dovere infatti mantenere viva la Memoria ma occorre saperlo fare. L’autrice dell’albo ricorre all’arte della scrittura, uno stile inconfondibile il suo che abbiamo avuto modo di apprezzare anche nei precedenti lavori. E sulla stessa scia fatta di grazia e colma di delicatezza, Lorenza Farina intesse una trama tutta da leggere accompagnata dalle splendide immagini realizzate da Anna Pedron.

Ritorna in queste pagine la ricostruzione degli ultimi anni di vita di Anna Frank, giovane ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti, e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

Ed è proprio quel diario ad avere un ruolo centrale nella storia narrata che ha inizio con l’incontro fortuito tra Anna Frank e il suo futuro amico. Su quelle pagine bianche, la ragazzina affida tutti i suoi pensieri, i segreti, le emozioni più forti, le paure, la descrizione delle giornate trascorse nell’alloggio segreto nei due anni di segregazione forzata, l’incubo dei rastrellamenti nazisti.

“Tu non mi hai mai lasciata sola. Eri lì con me in soffitta quando provai l’emozione del primo bacio. Mi eri accanto quando, in primavera, ammiravamo insieme l’ippocastano in fiore e il cielo azzurro che ci sovrastava. In quegli istanti cresceva forte in tutti e due la speranza che quella spietata guerra sarebbe finita presto e la pace e la serenità avrebbero regnano per sempre”.

Attraverso la scrittura, Anna Frank ha saputo dare un’anima al diario e oggi Lorenza Farina attribuisce a questo scrigno prezioso il ruolo di amico e confidente ma diviene anche simbolo di una resistenza dinanzi al male perpetrato e che si manifesta ancora oggi nelle azioni violente ed estremiste.

Il diario e le sue pagine bianche rappresentano lo strumento di difesa di fronte all’ignoranza, esso è un simbolo di pace che si libra in volo in quell’immagine fortissima che fa da titolo al libro. Su quelle ali di gabbiano vibra la libertà di quanti sono stati vittime di assurde barbarie.

La storia di Anna Frank e del suo diario continua a scuotere le coscienze e appare molto più di un ricordo. È piuttosto un monito davanti all’indifferenza, al razzismo, alla banalità del male.

“Come ali di gabbiano” è un libro che ci insegna la pietas e ci fa tornare umani. È una pubblicazione che ci esorta a scegliere da quale parte stare, a non cedere all’odio, a tenere alto il vessillo della magnanimità.

Non c’è parola che non abbia in sé l’intensità di chi come Lorenza Farina affida alla scrittura per bambini, certamente la più difficile, tutti i sentimenti umani. È nelle ultime pagine che le vibrazioni aumentano, i sussulti seguono le voci dei soldati che fanno irruzione con le armi puntate nell’alcova di Anna Frank descritta con la forza di una piccola donna che ha già intuito il suo destino.

Ma mai la rassegnazione si fa padrona della narrazione perfino quando i fogli subiscono l’ira dei nazisti che li calpestano, sgualciscono, rovinano. Nulla toglie forza all’alito di vita che irradia quella stanza trasfigurata dalla violenza e in un attimo si irradia di luce.

Una nuova nascita di fronte all’imminente morte si manifesta nel soffio di vento che solleva i fogli fino a sostenere il loro volo sui tetti di Amsterdam “portando con sé il mio ricordo per farlo conoscere al mondo”.

 

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