C’è una scrittura che consola, una che intrattiene, e poi ce n’è una che scava. Quella di Maria Teresa Di Lascia appartiene all’ultima specie: non accarezza il lettore, lo interroga. Non illumina per rassicurare, ma per mostrare la polvere nell’aria, le crepe nei muri, le cicatrici sotto la pelle. Nel panorama letterario italiano del secondo […]
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